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Novi Ligure: gli studenti del Liceo “Amaldi” al Convegno “Una pedalata per la vita”.

27/06/2011
Il 15 aprile 2011 al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure c’è stata una conferenza presentata del Gruppo Frederik dell’A.I.D.O. e hanno partecipato varie classi da tutti gli istituti superiori di Novi, ragazzi di età compresa fra i 15 e i 18 anni, grossomodo. Prima della conferenza pochi di noi avevano fatto attenzione alla sigla A.I.D.O. e pochissimi sapevano di cosa esattamente si trattasse. Avevamo sentito parlare di donazione di organi, ovviamente di trapianti e trapiantati, ma tutto era esterno a noi e ci sembrava che il problema riguardasse altri. Ma già il saluto della presidentessa del gruppo di Novi, Isabella Sommo, ci ha introdotto nel mondo del volontariato, ambiente che invita a guardare al di là dei propri ristretti orizzonti, a considerare che la vita di ognuno di noi può essere improvvisamente stroncata o devastata da malattie inattese e gravi, che un atto di altruismo e coraggio, autorizzando in vita l’espianto dei nostri organi, può salvare altre vite. Ecco, potremmo dire che la sintesi di quelle due ore di interessanti e stimolanti interventi sia racchiusa nell’invito a guardare da vicino e ad accogliere “ l’altro”. É stato questo il senso del discorso del questore Giovanni Scifo che, con parole sentite e indirizzate proprio ai giovani, ha invitato alla riflessione sull’importanza che le associazioni civili, nate per il sostegno a categorie bisognose, rivestono per tutta la società. Il questore ha poi allargato il campo offrendoci spunti su cui meditare: la solidarietà, l’accoglienza del “diverso”, la possibilità per i giovani di vivere in un mondo, mentale e reale, in cui gli individui si spostano , si incontrano, cercano modi per parlarsi e convivere, per essersi reciprocamente d’aiuto, è un’ importante occasione che ci offre il mondo globalizzato e non deve essere travisata e sprecata. La presenza fra noi di “altri” non deve essere vista come uno scontro fra civiltà diverse, un’occupazione di spazi altrui, ma come una grande opportunità che la storia attuale ci offre. Per la prima volta anche in Italia l’interculturalismo è una realtà effettiva, quotidiana, e bisogna aprirsi ad esso, vederlo come una concreta possibilità di scambio fra individui e comunità che fra di loro con buona volontà interagiscono. Il questore ha più volte ribadito il concetto di volontariato e solidarietà, sottolineando quanto oggi sia fondamentale anche (purtroppo, aggiungiamo) fra i semplici funzionari dello Stato, che devono supplire con un rafforzato senso del dovere e con azioni volontarie ai numerosi tagli economici a cui anche le forze di polizia sono sottoposte. Ed è grazie ad un grande gesto di solidarietà che il signor Prenner ha potuto non solo riprendere a vivere normalmente, ma anche a dedicarsi con rinnovato amore e passione all’attività sportiva, alle corse in bicicletta. Prenner ci ha raccontato della sua esperienza di dializzato, e di come il trapianto del rene gli abbia consentito di riprendere possesso della sua vita, di nuovo vissuta in piena normalità. Alle parole di Prenner assentiva il noto giornalista sportivo Marino Bartoletti, che di grandi sportivi con handicap fisici ed enorme forza di volontà ne ha visti e ne frequenta. Si è dichiarato pronto a promuovere le lodevoli iniziative dell’A.I.D.O. e contento di avere partecipato proprio quel giorno a Novi perché gli si offriva finalmente anche l’occasione di visitare il museo del ciclismo che, unico al mondo, vanta ricordi di ben due campioni come Girardengo e Coppi. Anche il figlio di Coppi era presente, assieme al sindaco Lorenzo Robbiano e all’onorevole Mario Lovelli. Ma quanto possa essere comune una malattia ai reni, generata anche da banali infezioni trascurate, quali siano la funzione e le modalità della dialisi, cosa fare per una diagnosi tempestiva e quindi per cure che evitino le degenerazioni, lo ha illustrato con parole chiare la dottoressa Marengo; ammalarsi improvvisamente può davvero capitare a chiunque e nei casi estremi l’unica speranza è la possibilità di un trapianto. Ma perché un trapianto sia possibile occorrono i donatori, cioè persone consapevoli e responsabili capaci di guardare al di là dell’angusto cerchio del proprio individualismo… Un seme è stato gettato anche fra noi. (Gli Studenti di 2^ F del Liceo Amaldi di Novi Ligure)
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