AIDO Regionale Emilia-Romagna

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AL VIA IL PROGETTO DI COMUNICAZIONE DI A.I.D.O. EMILIA-ROMAGNA

25/03/2010
PRESENTATI I DATI DEL SONDAGGIO SVOLTO DA ASTRA RICERCHE: I RESIDENTI DELL’EMILIA-ROMAGNA SONO MOLTO INFORMATI SUL TEMA DELLA DONAZIONE DEGLI ORGANI E CONDIVIDONO LE FINALITÀ DELL’A.I.D.O. BOLOGNA – “…Vogliamo spargere la voce…”. La frase ben sintetizza lo spirito dell’iniziativa di comunicazione promossa dall’A.I.D.O. Emilia-Romagna: più informazione sul territorio per sensibilizzare e coinvolgere, all’insegna della chiarezza, il maggior numero di persone sul tema della donazione degli organi. Il Progetto ha preso l’avvio con una ricerca commissionata ad Astra Ricerche, che ha effettuato 601 interviste telefoniche, somministrate ad un campione rappresentativo di italiani maggiorenni residenti in Emilia-Romagna, pari a poco più di 3.4 milioni di adulti. “Con questa indagine – ha dichiarato la Presidente A.I.D.O. Regionale Emilia-Romagna, Cristina Bassini – A.I.D.O. ha voluto fotografare la realtà attuale, per analizzare meglio cosa ostacola una maggiore disponibilità alla donazione.” I dati emersi nell’ambito del sondaggio sono stati presentati in occasione dell’incontro con la stampa, svoltosi giovedì 25 marzo all’Hotel Savoia Country House di Bologna. Oltre alla Presidente Bassini sono intervenuti il prof. Enrico Finzi, autore della ricerca, la referente A.I.D.O. Regionale nella 8a Commissione Tecnica del Centro Trapianti, Alessandra Luppi, e Adriano Baffelli di BHW Communication, che ha coordinato i relatori. “Da quanto emerso – ha aggiunto la Presidente Bassini – assume particolare importanza la comunicazione. Il ruolo dei mass media diventa centrale al fine di contribuire all’incremento ed al miglioramento della conoscenza, fornendo un’esauriente, costante ed uniforme informazione. Al ruolo della stampa si affianca quello di medici e sanitari in genere, considerati opinion leader autorevoli nell’ambito di questo delicato tema”. Più informazione e pubblicità, eventi, campagne di promozione rassicuranti e aggiornamenti sulla normativa sono, infatti, tra i consigli che gli intervistati hanno rivolto all’A.I.D.O., al fine di spingere un maggior numero di persone a scegliere di donare gli organi. Per dare concretezza al Progetto, A.I.D.O. Emilia-Romagna partirà a breve con una serie di iniziative promozionali, che prevedono in particolare: programmazione radio con spot dedicati, passaggio negli schermi delle multisale cinematografiche della regione dello spot realizzato dall’attore Alessandro Gassman. Ed ancora, presenza costante sui principali media regionali con interviste, dirette, approfondimenti. A tutto questo si affiancherà il lavoro quotidiano dell’Associazione, che è sempre presente sul territorio con le proprie sedi, nelle principali manifestazioni locali, nell’attività formativa nelle scuole e nelle caserme, nelle tante conferenze pubbliche dedicate. Così come non mancherà il lavoro con la Regione Emilia-Romagna nell’ambito della campagna istituzionale “Donazione di organi: una scelta consapevole”. Il sondaggio, di cui possiamo vedere le tavole grafiche più significative (in allegato il file ppt), è stato effettuato tramite intervista telefonica con metodo Cati (Computer Aided Telephone Interviewing); è stata somministrata una serie di domande finalizzate ad evidenziare il grado di informazione e di condivisione in tema di donazione degli organi. “Ciò che appare particolarmente significativo – ha dichiarato il prof. Enrico Finzi – è il dato secondo cui il grado di informazione popolare su questa specifica tematica si colloca su livelli tra i più elevati in Europa, il che vale anche per quanto attiene alla conoscenza degli aspetti giuridici e organizzativi”. La conoscenza della donazione degli organi risulta, infatti, vastissima e pari al 91% del campione interpellato, che dichiara di sapere esattamente di cosa si tratta (salendo al 98% dopo la lettura di una breve descrizione), mentre ben l’82% degli italiani adulti residenti in Emilia-Romagna la giudica positivamente. Addirittura l’85% conosce bene l’A.I.D.O. grazie ai mass media (47%), la pubblicità (29%), le conoscenze (28%), i contatti diretti con l’Associazione (23%), i medici e gli ospedali (23%). Tra i motivi per cui l’atto di donazione viene maggiormente apprezzato compaiono ai primi posti la generosità e l’amore verso il prossimo (61%), il senso di civiltà (58%) e il fatto di ridare vita e felicità a qualcuno anche dopo la morte (56%). Tra coloro che hanno espresso perplessità, il 47,6% vorrebbe più informazione e rassicurazione, e anche se non contrario, sta ancora meditando sulla scelta da compiere. Solo il 2,3% degli incerti si oppone alla donazione di organi e non è intenzionato a dare il proprio assenso. Tra le motivazioni compaiono ai primi posti le preoccupazioni relative alla malasanità e agli scandali finiti sui media nazionali, un senso di paura nell’affrontare l’argomento e un disagio emotivo. Alla richiesta di un giudizio globale da 1 a 10 circa la donazione degli organi, solo il 3% del campione esprime un voto insufficiente, non più del 5% dà voto 6 e il 9% dà 7, mentre l’80% dà voti altissimi, tra l’8 e il 10. Anche sulla credibilità dell’Associazione il giudizio è positivo e raggiunge un valore altissimo: tra l’ 8 e il 9, sempre nella scala di valore da 1 a 10. Il 49% di coloro che sono favorevoli, dichiara di aver già dato l’autorizzazione al prelievo dopo la morte, ma analizzando bene il dato, si scopre che solo il 21,7% afferma di aver espresso il proprio consenso in forma scritta o aderendo all’A.I.D.O.; gli altri lo hanno dichiarato verbalmente ad amici, famigliari, medico di base, tutte modalità che, però, non hanno valore legale. Proprio su questo aspetto, A.I.D.O. vuole intervenire: aumentando la quantità e la qualità dell’informazione, così che molte più persone possano effettuare una scelta consapevole. Dalla ricerca, dunque, non emerge una visione negativa, ma ciò che caratterizza le reazioni sono i dubbi, legati ad una carenza d’informazione precisa, corretta e per alcuni aspetti specialistica. Giudicare positivamente l’argomento donazioni non significa, infatti, che si sia automaticamente disponibili a donare i propri organi. Dall’indagine appare che la scelta emotiva è quella predominante: la generosità, l’atto d’amore, il senso di solidarietà verso chi è più sfortunato. Nonostante tale premessa, l’effettiva donazione risulta inferiore alle aspettative, per il prevalere della necessità manifestata dalla maggioranza degli intervistati di ricevere ulteriori approfondimenti sull’argomento.
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