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Donazione e trapianto di organi: quando scienza e coscienza si uniscono

27/03/2010
In un giorno di quiete pre elettorale l’A.I.D.O. Sezione Provinciale di Alessandria ha deciso di rompere il silenzio e parlare di donazione e trapianto affrontando la tematica in modo scientifico attraverso il Convegno “Donazione e trapianto di organi, cellule e tessuti: il ruolo del medico di medicina generale”. La partecipazione di medici di medicina generale, di medici di strutture sanitarie di base, di medici ospedalieri, psicologi, infermieri, tecnici di laboratorio e studenti del corso di laurea in scienze infermieristiche, è stata molto elevata tanto da far sperare, come si è augurata la Presidente A.I.D.O. Prof.ssa Graziella Giani all’apertura dei lavori, in un proseguo della collaborazione nei prossimi anni. Eccezionale poi è stata la risposta da parte delle Istituzioni locali presenti in sala con il Prefetto, dr. Francesco Paolo Castaldo, l’Assessore provinciale dr.ssa Maria Grazia Morando, l’Assessore comunale dr. Gabrio Secco, l’Avvocato Gianpaolo Zanetta, direttore generale dell’ASL AL , il dott. Massimo Leporati Direttore Sanitario dell’ASO “SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo” , il dr. Antonio Maconi in rappresentanza della Fondazione CrAl. Toccanti sono state le riflessioni di chi, come il Prefetto, ha vissuto in prima persona, il trapianto. “I medici di medicina generale sono un osso duro, non verranno al convegno”, è quanto si vociferava in sede A.I.D.O. durante le precedenti, affannose settimane dedicate alla minuziosa preparazione dell’evento. La nutrita platea di personale medico operante in diverse realtà della provincia di Alessandria e non, ha categoricamente smentito le più scoraggianti previsioni a dimostrazione che tematiche così importanti come quelle della donazione degli organi e della solidarietà sociale sono materie che possono e, oserei dire devono, essere trattate sotto più punti di vista. La giornata formativa, sapientemente condotta dal dott. Maurizio Fasano, medico di medicina generale e Presidente dell’A.I.D.O. Gruppo Comunale di Casale Monferrato ha avuto il suo inizio con l’intervento del dott. Mauro Cappelletti, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Alessandria che, partendo dalla sua esperienza di anestesista ha saputo ricordare come il tema della donazione degli organi e il ruolo del medico cosiddetto “di famiglia”, sia tanto recente quanto antico, come ricordano i Santi Cosma e Damiano. Nella mattinata si sono poi susseguiti gli interventi tecnici del dott. Luigi Ruiz, neurologo presso l’A.S.O. di Alessandria e la dott.ssa Nicoletta Vivaldi, Direttore SSD Terapia Intensiva e Rianimazione, nonché Coordinatore Locale alle Donazioni di Prelievi di Organi e Tessuti dell’ASO cittadina, che hanno messo in risalto come la nostra realtà locale sia, almeno nell’ambito della donazione e del prelievo di organi, un centro di eccellenza in Piemonte, se non addirittura in Italia. Italia che, nonostante unità di intenti e legislazione, sapientemente illustrata dal dott. Vincenzo Passarelli, Presidente Nazionale A.I.D.O., ancora, purtroppo, mostra che laddove manca la fiducia nelle istituzioni sanitarie e nel ruolo ricoperto dal medico di medicina generale, la percentuale dei dinieghi alla donazione è, purtroppo, molto elevata. Il pomeriggio del convegno è ripreso, dopo il giusto ristoro, con l’introduzione sull’area trapianti brillantemente illustrata dal dott. Riccardo Bosco, responsabile coordinamento regionale donazioni e prelievi che ha preceduto la lectio magistralis del dott. Mauro Salizzoni, sostituito da un suo collaboratore in quanto impossibilitato a raggiungere il convegno per problemi di salute. Le relazioni del pomeriggio hanno voluto porre l’accento sul tema del trapianto, mentre la mattinata ha visto esposta la tematica della donazione e del prelievo di organi. Trapianto che nei numeri e nelle indicazioni mediche abbiamo visto risulta essere una pratica terapeutica ormai consolidata (sono stati effettuati più di 2000 trapianti di fegato dall’equipe medica del Prof. Salizzoni), anche se variamente articolata e di non facile comprensione, anche per gli stessi addetti ai lavori. I convegnisti hanno potuto sviluppare, in seguito, le loro riflessioni personali scaturite anche dalle considerazioni sollecitate dai relatori della giornata nel corso di tre tavole rotonde organizzate in parallelo aventi come focus i seguenti argomenti: “Aspetti psicologici del ricevente”, è stato il gruppo di lavoro condotto dalla dott.ssa Claudia Repetto, psicologa, psicoterapeuta consulente A.I.D.O. e dalla dott.ssa Cristina Calvi, nefrologa presso l’A.S.O. cittadina. Durante questa tavola rotonda si è potuto partire dalla testimonianza di alcuni trapiantati per riflettere sugli aspetti che più coinvolgono il medico di medicina generale e che riguardano certamente i pazienti che hanno subito un intervento chirurgico di tale portata ma anche, se non soprattutto, il loro nucleo familiare. A “L’incontro con i familiari” si è dedicata la tavola rotonda condotta dalla dott.ssa Nicoletta Vivaldi e dal dott. Luigi Ruiz che hanno ripreso alcuni dei concetti illustrati in mattinata focalizzandosi sull’importanza di fornire ai familiari del potenziale donatore una comunicazione chiara e corretta, facendogli sentire che il loro caro è ed è stato in tutto e per tutto salvaguardato. Il timore, che spesso è vera e propria “paura” che il personale sanitario non si occupi a sufficienza del proprio familiare è, infatti, una delle principali cause che portano al diniego della donazione a dimostrazione che nel processo di comunicazione tra le due parti qualcosa non ha funzionato a perfezione. La terza tavola rotonda è stata “Aspetti psicologici nella relazione tra medici di medicina generale e paziente ricevente o potenziale donatore”, condotta dal dott. Pietro Gazzaniga, medico di medicina generale, dal dott. Orazio Barresi, Direttore del Distretto dell’A.S.L. AL e dalla dott.ssa Franca Bo, psicologa, psicoterapeuta e consulente A.I.D.O. I conduttori hanno invitato i medici di medicina generale a riappropriarsi del loro compito di consiglieri e sostenitori delle scelte delle famiglie da loro assistite, sottolineando il ruolo attivo che una figura professionale di questo tipo può avere nel rispondere ai dubbi e alle perplessità dei propri pazienti, anche su tematiche di interesse sociale. Se, come recita l’ultima campagna informativa A.I.D.O., spiegare a tuo figlio come è nato è senz’altro più imbarazzante che parlare di donazione di organi, dobbiamo pensare, così ci insegnano i “medici di famiglia” che certi messaggi possono essere passati nella famiglia professionale (lo studio medico) senza il bisogno di ricorrere necessariamente al professionista esterno, proprio come bisognerebbe fare nel spiegare al proprio figlio come è nato. L’augurio, che è una certezza degli organizzatori, è che i convegnisti abbiano lasciato l’incontro con la consapevolezza che anche loro possono e devono portare un messaggio di solidarietà sociale, divulgando nei modi più vari la cultura della donazione, consci che solo attraverso una informazione corretta e obiettiva si può condurre i propri assistiti a riflettere che decidere di donare gli organi è un atto di maturità e generosità, espressione di sensibilità e solidarietà, con tutte le garanzie e tutele che l’attuale legge assicura, con l’elevata professionalità dei reparti di rianimazione e con la certezza, testimoniata dai numerosi trapiantati presenti in sala, che: Il trapianto è vita. Franca Bo In allegato la cartella stampa in formato pdf
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