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“I RESIDENTI IN EMILIA-ROMAGNA E LA DONAZIONE DEGLI ORGANI”: IL SONDAGGIO DI ASTRARICERCHE

11/10/2011
Partendo dal presupposto che l’argomento della donazione degli organi, se pur delicato e controverso, non deve imbarazzare, AIDO Emilia-Romagna continua a ‘spargere la voce’, con una ulteriore fase della campagna d’informazione in onda, in questi giorni, sulle principali emittenti radiofoniche regionali; al contempo vuole anche vederci chiaro, attraverso l’indagine che AstraRicerche ha realizzato gratuitamente nello scorso mese di giugno, venendo incontro alle esigenze dell’Associazione con una generosità superiore ad ogni auspicio. La fotografia, attuale ed autentica, degli indici di conoscenza e del grado di preparazione statisticamente registrati, è stata ‘scattata’ con 610 interviste on line, somministrate col metodo CAWI (Computer Aided Web Interviewing) ad un campione rappresentativo di italiani tra i diciotto e i settant’anni residenti in Emilia-Romagna, pari a circa tre milioni di adulti. I dati sono stati presentati in occasione della conferenza stampa di mercoledì 5 ottobre, nella prestigiosa Sala Rossa della Provincia di Bologna, concessa in via eccezionale. Una buona partecipazione di rappresentanti dei media ha accolto il protagonista Enrico Finzi, presidente di AstraRicerche, affiancato dalle dirigenti di AIDO Regionale Alessandra Luppi e Giusy Pancaldi, nonché da Adriano Baffelli dell’agenzia “BHW communication” – ufficio stampa di AIDO Emilia-Romagna – che ha coordinato i relatori. Anna Del Mugnaio, dirigente dell’Assessorato provinciale Sanità Servizi Sociali e Volontariato, ha portato il saluto dell’assessore Giuliano Barigazzi, mentre Nicola Alvaro, medico del Centro Riferimento Trapianti regionale, ha fornito i dati numerici più significativi sull’attività di prelievo e trapianto in Emilia-Romagna, e sui pazienti in lista d’attesa; erano presenti anche alcuni esponenti di associazioni amiche. Particolarmente coinvolgenti, per noi, le risposte relative alla campagna pubblicitaria regionale “Vogliamo spargere la voce”; e il giudizio positivo sulla sua efficacia è un ottimo viatico per insistere in questa direzione, nonostante le scarse risorse. Insomma, il ruolo dell’informazione si conferma centrale; e su questo si è innestato il riferimento alla “Giornata nazionale AIDO” dell’8-9 ottobre, come straordinaria occasione in cui migliaia di volontari si mettono a disposizione dei cittadini, nelle piazze e nelle strade, per una informazione ‘alla pari’, nella quale la testimonianza della scelta compiuta è importante come le nozioni basilari sulla materia. Per entrare un po’ negli esiti del sondaggio – e rimandando all’allegato, che è la sintesi presentata ed illustrata da Enrico Finzi – la conoscenza della donazione degli organi risulta vastissima, pari al 98% del campione intervistato: un dato incoraggiante, decisamente in aumento rispetto alla precedente indagine, condotta sempre da AstraRicerche nel 2008. Di riflesso, alla domanda sulla conoscenza di AIDO, scende di sette punti percentuali la non conoscenza dell’operato dell’Associazione, nei confronti della quale il voto medio, espresso utilizzando la consueta scala da uno a dieci, è pari a otto: una valutazione positiva che ripaga il lavoro di sensibilizzazione svolto dai volontari. “Ciò che appare significativo – ha sottolineato il prof. Finzi – è il dato secondo cui a prevalere sul versante dell’immagine sono le valutazioni positive tanto che, per l’82% degli intervistati, la donazione degli organi rappresenta un atto di amore e generosità verso gli altri”. Rispetto a tre anni fa restano pressoché stabili gli ostili, calano di circa il 10% gli incerti e crescono coloro che hanno già espresso l’autorizzazione al prelievo post mortem dei propri organi. Ne esce un quadro complessivamente non negativo, in cui però le criticità sono significative: il 47% del campione vorrebbe, infatti, una informazione più approfondita sul tema, soprattutto per ciò che riguarda gli aspetti più ‘imbarazzanti’: la certezza della morte, il corretto utilizzo degli organi prelevati, la trasparenza assoluta sulle procedure che portano al prelievo e al trapianto, il rispetto della propria volontà espressa. Ancora una volta Enrico Finzi ha catturato l’attenzione di tutti non solo con la ricchezza di informazioni e la brillantezza di esposizione, ma anche con vivaci digressioni sociologiche su una realtà regionale che riscuote palesemente le sue simpatie; in particolare, da questa come da altre indagini di ambito diverso, emerge che l’Emilia-Romagna ha la maggior popolazione di anziani informati, è una società più avanzata della media e trainata dalla componente femminile, ma registra segnali preoccupanti provenienti dai giovani. Nelle foto due momenti della conferenza stampa: il prof. Finzi è in camicia bianca e bretelle rosse.
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