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IL DOTTOR LEONARDO POMPONIO NON È PIÙ TRA NOI

30/10/2011
La parte più importante del suo lavoro – quella più vitale, possiamo ben dire – si è svolta lontano dalla ribalta: negli ambienti silenziosi e superattrezzati in cui si cerca di strappare alla morte la vita di persone colpite da traumi devastanti, ed anche nella clinica mobile operante nell’autodromo di Imola, ovvero al centro della rete – organizzativa, strutturale, informativa – che governa i prelievi ed i trapianti di organo nella nostra regione: funzioni assistite da sofisticate applicazioni tecnologiche, ma in cui l’esperienza professionale e la dedizione personale possono fare la differenza. Medico anestesista rianimatore, LEONARDO POMPONIO è stato infatti per decenni all’ospedale Bellaria, Azienda Usl di Bologna, e poi, tre anni fa, è entrato nello staff del Centro di Riferimento Trapianti dell’Emilia-Romagna. Ma il suo interesse appassionato per gli aspetti ‘immateriali’ del suo settore di attività, lo ha portato spesso fuori da quelle stanze; così noi lo ricordiamo non solo per le sue esposizioni nei tanti convegni scientifici e divulgativi cui ha partecipato, ma anche – forse soprattutto – per la grande disponibilità personale verso esigenze informative magari di piccolo ‘cabotaggio’, che tuttavia gli consentivano di aggiungere qualche tassello di conoscenza sui temi più difficili e delicati: la priorità delle manovre di rianimazione e poi, se di esito infausto, le modalità di accertamento della morte, la ‘necessità’ della donazione degli organi, i criteri di assegnazione degli stessi, la gestione delle liste di attesa. E non possiamo trattenere un sorriso ripensando a quella trasferta, in una fredda e piovosa sera, verso gli studi di una emittente televisiva romagnola, per partecipare ad una trasmissione in diretta di circa due ore, in cui però agli argomenti della donazione e del trapianto degli organi furono dedicati pochi minuti: lui ed il collega Nicola Alvaro, accompagnati da due dirigenti di AIDO Regionale che, al ritorno, esprimevano la loro mortificazione per l’imprevisto andamento della cosa, ricevendo in risposta battute scherzose e confortanti. Mercoledì 26 ottobre, nel suo luogo di lavoro al policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna, lo ha stroncato a 58 anni un infarto devastante, contro cui l’intervento immediato dei migliori specialisti della rianimazione, suoi colleghi, non ha potuto nulla: quanto di più inatteso per un fisico integro, che praticava lo sport subacqueo e non aveva mai avuto disturbi cardiocircolatori. Una tragedia indicibile, per i tanti che lo conoscevano e lo stimavano, ma soprattutto per la moglie LORENZA ed il figlio GIOVANNI, confortati in misura infinitesimale dal prelievo di cornee, segmenti ossei e tendini effettuato al corpo del loro congiunto. Per chi ha sempre operato per non perdere alcuna opportunità di prelievo di organi, l’impossibilità di una donazione sarebbe stata un destino davvero troppo beffardo; ed è proprio per evidenziare questa ‘coerenza’ in extremis che i suoi familiari ci hanno autorizzato a rivelare la avvenuta donazione, e hanno fortemente invitato chiunque voglia onorarne la memoria, a farlo tramite una elargizione di denaro alla nostra associazione. E mentre ci associamo al cordoglio per la incolmabile perdita del Medico e della Persona, siamo certi di rendere merito all’intenzione dei familiari anche segnalando il conto corrente postale per le offerte in suo ricordo: n° 11153400, intestato ad AIDO Sezione Provinciale di Bologna.
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