AIDO Provinciale Bari

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Applaudito concerto all’Hotel Sheraton: per il dono del trapianto scende in lizza la musica della solidarietà.

03/11/2011
Sono intervenuti per l’A.I.D.O. il presidente prov. Gianna Pascali e il presidente di Bari, Vito Scarola; per l’Adisco Filippo Boscia e Gennaro Volpe, per l’Admo, Masciopinto. Con la musica si può far del bene, si può deliziare lo spirito e si possono anche procacciare proseliti per una giusta e sacrosanta causa, come quella diretta a raccogliere fondi per la donazione del trapianto degli organi. Ne abbiamo avuto una convincente riprova da un concerto promosso da tre associazioni, tutte impegnate per lo stesso obiettivo: un progetto denominato “3 A per la vita”, progetto che vede insieme, per la prima volta, l’A.I.D.O. (Associazione per la donazione di organi, tessuti e cellule); l’Adisco (per la donazione del sangue cordonale) e l’Admo (per la donazione del midollo osseo). Prima del concerto, svoltosi nel mega-salone dello Sheraton, hanno preso la parola, per l’A.I.D.O., il presidente provinciale Gianna Pascali e il presidente di Bari, Vito Scarola; per l’Adisco, Filippo Boscia e Gennaro Volpe; per l’Admo, Roberto Masciopinto. Quindi ci sono state le toccanti testimonianze di due ragazze trapiantate, Giorgia e Martina. Infine, è stata la volta del concerto, contrassegnato da tre momenti-clou: il primo con musica classica, eseguita da due maestri-doc: Franco Scarola al pianoforte e Vincenzo De Felice al violino. E’ stato poi il turno del soprano Francesca Caforio che, con la sua voce possente, ha riscosso battimani a più riprese. A quanto si è saputo, era giunta appositamente da Vienna dove fa parte del coro e orchestra della rinomata chiesa di Sant’Augustin. Infine, terzo momento importante, l’esibizione di un gruppo jazz, “Pino Pichierri & friends” capitanato dal sassofonista e clarinettista Pichierri,cui hanno fatto da magistrale corollario gli altri tre componenti: Mike Zonno al contrabbasso e voce solista; il giovane e bravo Bruno Montrone al pianoforte, e Beppe Brizzi alla batteria. Un gruppo che, con il suo brio irrefrenabile, ha conquistato i favori del folto uditorio con un travolgente repertorio incentrato su Benny Goodmann. Insomma, uno “swing” – fenomeno musicale del Novecento – che ha fatto andare in tilt giovani e meno giovani, i quali non hanno lesinato calorosi consensi all’indiavolato quartetto. (v.c.) In allegato l'articolo completo in formato pdf.
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