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Ciaspolada: quasi 6.000 sul traguardo di Fondo.

06/01/2012
Parla italo-spagnolo la 39/a Ciaspolada della Val di Non grazie alle vittorie del modenese Antonio Santi e la spagnola Laia Andreu Trias. La classicissima prova sulle racchette da neve oggi ha unito Romeno e Fondo, in Trentino, con un lungo serpentone di otto chilometri percorso da quasi 6.000 ciaspolatori che hanno colorato la valle imbiancata dalla leggera nevicata della scorsa notte, indossando il pettorale dedicato alla memoria del futurista Fortunato Depero nel 120/0 anniversario della nascita dell’artista trentino. La vittoria dell’atleta catalana, 32 anni, specialista nelle lunghe distanze su sterrato, ha cancellato il sogno della forestale Mariagrazia Roberti di centrare il record di cinque vittorie consecutive. La runner bresciana ha dovuto inchinarsi alla rivale per tre secondi. Come tradizione il traguardo di Fondo è stato raggiunto da tutti i quasi 6000 ciaspolatori, gran parte dei quali con spirito goliardico: chi in costume, chi con la famiglia venuta da ogni parte d’Italia e d’Europa, con presenze particolarmente sentite da Canada e Nepal, giusto per citare due delle venti nazioni presenti a questa 39/a Ciaspolada. E spazio anche ai rappresentanti dell’A.I.D.O., associazione gemellata con il comitato organizzatore e che ha accompagnato lungo gli otto chilometri del percorso ben cinque atleti sottoposti negli scorsi anni a trapianti: per loro solo applausi, gli stessi piovuti per i vincitori, gli stessi che hanno scandito sin dalla mattina la giornata sulla neve trentina. Per Antonio Santi (tempo finale 22’44), modenese di Vignola e classe ‘73, la vittoria 2012 affianca quella ottenuta nel 2005. Capace di gestire al meglio la fatica e la distanza, evitando di rispondere immediatamente all’allungo dell’italo marocchino Said Boudalia, lesto a prendere la via della fuga poco dopo la partenza di Romeno. Una vittoria in rimonta dunque per l’emiliano, esattamente come sette anni fa quando - scherzo della storia - riuscì a battere anche in quell’occasione proprio Boudalia. Entrambi maratoneti, entrambi portati alle lunghe distanze, con Santi più a suo agio sulla salita finale, quella che è costata carissima al quarantaquattrenne italo-marocchino da decenni di stanza a Vas, nel bellunese. Terzo posto quindi per il ventitreenne bergamasco Alex Baldaccini, staccato di 29 secondi dal vincitore e seguito dal cadorino Manuel Da Col e dal padrone di casa Giuliano Battocletti, delusissimo per non esser riuscito a mettere le mani sul quarto successo nella Ciaspolada che transita a pochi metri dalla sua casa di Cavareno. A sorprendere tutta la pattuglia femminile è invece la trentaduenne catalana Laia Andreu Trias, ragazza specialista tanto della corsa con le ciaspole ai piedi quanto delle medie e lunghe distanze, su asfalto e sterrato. Una podista a tutto tondo, insomma, che dopo i settimi posti delle ultime due edizioni ha voluto togliersi il lusso di tagliare per prima il traguardo ricevendo così la corona d’alloro dalle mani dell’assessore provinciale al turismo Tiziano Mellarini. É partita subito forte, la spagnola: un ritmo incalzante che l’ha condotta in fuga insieme alla friulana di Trento Ljudmila Di Bert mentre alle loro spalle nella bresciana Mariagrazia Roberti montava il dubbio di non riuscire a conquistare il quinto successo consecutivo sulla neve nonesa. Chilometro dopo chilometro la lombarda della Forestale è riuscita a ridurre il gap, sorpassando la Di Bert ma senza riuscire ad acciuffare la Andreu che dopo 27’28” di fatica ha visto coronato il proprio obiettivo. Solo 3” il vantaggio nei confronti della Roberti, 15” sulla Di Bert mentre in fase di premiazione si è registrato lo stupore generale nel vedere al terzo posto nell’ordine d’arrivo la reggiana Isabella Morlini, regolarmente presentatasi alle premiazioni ufficiali. Pochi secondi ed è stato svelato l’arcano: la stessa Morlini aveva scambiato il proprio pettorale (e di conseguenza il chip collegato) con quello di un collega, risultando così tra le primissime della prova femminile: inevitabile la squalifica e per l’organizzazione l’antipatica necessità di dover ripetere la cerimonia di premiazione con la Di Bert giustamente terza. Antonio Santi - 1° classificato: “Ho amministrato bene la gara e sono davvero contentissimo. Sapevo di poter puntare a un posto nei primi quattro, ma non pensavo certo alla vittoria. Nel 2005, alla prima partecipazione, da neofita, fui la sorpresa e, in un certo senso, lo sono stato anche quest’anno. Boudalia è partito subito forte, ma ho preferito non seguirlo e andare in progressione, quella che da sempre è la mia caratteristica. E proprio come nel 2005 ho vinto in rimonta, sfruttando il calo dei miei avversari nel finale. Come sempre, ci metto un po’ a prendere il ritmo, ma poi riesco ad andare in crescendo e proprio così ho vinto anche oggi, a sette anni di distanza dalla mia prima vittoria. Correre sulla neve, per me, è sempre fantastico, ha qualcosa in più di una semplice gara. Se poi si riesce anche a vincere… .” Said Boudalia - 2° classificato: “Ho voluto provare a fare la gara di testa per sorprendere gli avversari, convinto di avere sufficiente benzina. Invece nel finale ho sofferto la salita e Santi mi ha sorpassato. Resta un po’ di amaro in bocca: contavo di vincere, puntavo al successo ed il secondo posto non mi soddisfa appieno: forse mi sono fatto ingolosire nella parte iniziale per poi pagare il lungo tratto di esposizione al vento e la conseguente fatica. Qui avevo già fatto secondo nel 2005 sempre alle spalle di Santi, volevo prendermi una sana rivincita, peccato”. Alex Baldaccini - 3° classificato: “Non posso di certo definirmi un ciaspolatore, anzi … confesso di aver messo per la prima volta le ciaspole quest’anno solo poche ore fa per prendere confidenza prima della gara. Punto sempre a vincere ma oggi ho sbagliato tattica, partendo forse troppo forte nei primi chilometri. Prendo comunque questo podio come il miglior viatico per iniziare l’anno, con lo sguardo rivolto alle prove di corsa in montagna estive, la mia specialità. E mi fa molto piacere esserci stato anche quest’anno a Fondo: la Ciaspolada è uno dei pochi eventi del nostro mondo che consente e avvicina sponsor, media, pubblico e fa circolare un po’ i nostri nomi accendendo la luce dei riflettori. Impossibile perdersi giornate così, specie se sono organizzate alla perfezione”. Giu Liano Battocletti - 5° classificato: “Male, malissimo. Questa gara la volevo vincere a mani basse ed era alla mia portata ma subito dopo il via ho capito che non era giornata. Le gambe non rispondevano, molli e vuote, non sono praticamente mai riuscito a sentire le giuste sensazioni. E vedermi tutto sommato abbastanza vicino ai primi mi fa montare una delusione incredibile”. Laia Andreu - 1^ classificata: “É la quarta volta che partecipo alla Ciaspolada e sono riuscita a vincerla. Sapevo che l’atleta da battere era Maria Grazia Roberti e per questo ho cercato di partire subito forte, per provare a metterla in crisi. E così è stato. Nel finale la Roberti mi si è avvicinata parecchio, ma stringendo i denti sono riuscita a tenerla alle mie spalle. Sono arrivata al traguardo stremata. Questo tipo di gare, sulla neve, mi piacciono moltissimo ed anche in Spagna c’è uno speciale circuito di Coppa Europa. Da noi, però, manca l’atmosfera della Ciaspolada, che è unica. Tanta gente lungo tutto il percorso, un clima davvero entusiasmante. Proprio per questo, voglio esserci anche l’anno prossimo, per riprovare a vincere e per rivivere le grandi emozioni che ho vissuto oggi”. Mariagrazia Roberti - 2^ classifica: “Difficile nascondere la delusione, mi sono fatta sorprendere dalla Andreu che è scappata via subito insieme alla Di Bert. Chilometro dopo chilometro ho provato a rifarmi sotto, ho recuperato ma non abbastanza ed è arrivato questo secondo posto; non sono abituata a distanze così brevi e il ritmo alto sin dal via mi ha tradito. A Fondo non c’è paragone tra l’arrivare prima e seconda: vincere qui è un’emozione pazzesca e volevo viverla di nuovo, per fare cinquina e iniziare l’anno nel migliore dei modi. Il secondo posto non è paragonabile, né come sensazione né come emozione: l’anno prossimo per il poverissimo? Vedremo”. Ljudmila Di Bert - Terza classificata: “Mi fa piacere vedere una spagnola sul gradino più alto del podio, perché le presenze straniere contribuiscono a rendere più interessante la gara e ad incentivare l’attenzione sulla manifestazione. Personalmente sono partita puntando al podio, non conoscevo bene la Andreu e così quando è partita ho provato a starle dietro ma alla lunga ho pagato lo sforzo e la Roberti si è rifatta sotto ma sono riuscita a difendere il podio. Bene così.” La Ciaspolada negli ultimi anni ha stretto un legame sempre più forte con AIDO e il presidente Luca Pontalti, sostenendone l’importante (e mai come in questo caso “vitale”) causa, cosa che è stata fatta prima in dicembre istituendo il premio “Sport e Solidarietà”, assegnato al campione olimpico dello slalom speciale Giuliano Razzoli “per le sue prestazioni atletiche e virtù civili” e poi con il convegno dal titolo “Dalla donazione di organi al trapianto di cuore”, con relatore il prof. Luigi Martinelli, direttore della struttura di cardiologia dell’ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano. Oggi, dulcis in fundo, il momento “clou”, col gruppo A.I.D.O. al via e gli atleti trapiantati pronti a dare la loro testimonianza. «Ho coperto gli otto chilometri del percorso al pari di tutti gli altri 6000 atleti al via - ha spiegato al termine della propria gioiosa fatica Erminio Rigos, atleta che difende anche i colori dell’Italia nella “nazionale trapiantati” e che è di Malosco, a due passi da Fondo, sede dell’arrivo della Ciaspolada -. Non abbiamo partecipato per la competizione, ma semplicemente per dimostrare a tutti che, anche dopo un trapianto, si possono fare cose che prima magari nemmeno si pensava di poter fare. Sono stato trapiantato due anni fa di reni e già un anno dopo sono riuscito a scalare in bicicletta il passo dello Stelvio e quest’anno l’Etna. Nel giugno scorso ho partecipato con la nazionale trapiantati ai Mondiali di ciclismo in Svezia mentre il mese prossimo sarò al via di quelli di sci alpino in Svizzera». Mondiali che si terranno a Lanzerheide, dove il premiato da Ciaspolada e A.I.D.O. Giuliano Razzoli nel marzo 2011 vinse le finali di Coppa del Mondo di slalom speciale. «Razzoli? - conclude Rigos - Riuscire a seguire le sue orme sarebbe fantastico. Per me vincere una medaglia sarebbe bellissimo, ma non tanto per me quanto piuttosto per dimostrare che lo sport è la miglior medicina, proprio come dimostrato oggi alla Ciaspolada». Al via, assieme a Rigos, anche altri quattro trapiantati, tra cui l’altoatesino di Ora Michael Prenner, trapiantato di reni da venticinque anni. «Ho scoperto lo sport proprio grazie al trapianto - spiega -. Prima non avevo mai corso. Con la maglia della nazionale trapiantati di ciclismo ho vinto due Mondiali e cinque ori europei e proprio lo sport mi ha permesso di superare il mio problema». Al via anche Erwin Hafner, altro altoatesino (di Appiano), in attesa del terzo trapianto di reni. «Ho avuto un rigetto e attualmente sono in dialisi, da due anni e mezzo, in attesa del terzo trapianto - racconta Hafner -. Nonostante ciò faccio regolarmente sport ed ho voluto esserci per testimoniare che, anche nella mia situazione, lo si può fare e che non ci sono medicine migliori, sia per il fisico che per l’animo». Hanno partecipato alla festa della Ciaspolada anche Theresia Braun, di Nova Ponente, trapiantata di reni e pancreas dodici anni fa («è stata una gioia immensa)) ha detto) e Georg Turner (di Tirolo, all’imbocco della va1 Passiria), trapiantato di reni nel 1993. «Dopo il trapianto sono letteralmente rinato - spiega - e faccio atletica agonistica dal 1999. Voglio ringraziare tutti i volontari della Ciaspolada perché hanno fatto un grandissimo lavoro e ci hanno regalato una giornata stupenda». (Sottozeronews - Il Portale degli sport della neve e del ghiaccio)
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