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45 ANNI FA IL PRIMO TRAPIANTO DI RENE A BOLOGNA … E OGGI?

26/06/2012
L’anniversario è stato celebrato dalla ANTR – Associazione Nazionale Trapiantati di Rene (che ha sede a Bologna), con il convegno svoltosi la scorsa primavera, che ha costituito l’ormai tradizionale appuntamento annuale di approfondimento, dedicato quest’anno ovviamente al trapianto renale a Bologna. Ricco e prestigioso, come al solito, l’elenco dei relatori, coordinati da Sergio STEFONI (direttore U. O. Nefrologia, Dialisi e Trapianto Policlinico S.Orsola-Malpighi, e preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Bologna). Dai ‘pionieri’ Aldo MARTELLI e Alberto REGGIANI – autori di quel primo intervento il 24 ottobre 1967, poco replicato però nei nove anni successivi per varie ragioni, organizzative e legislative – ai protagonisti della trapiantologia bolognese, e non solo, del recente passato e del presente, Alessandro FAENZA (già chirurgo generale e dei trapianti al Policlinico S.Orsola-Malpighi) e Antonio Daniele PINNA (direttore U. O. Chirurgia Generale Policlinico S.Orsola-Malpighi), passando per Lorenza RIDOLFI e Alessandro NANNI COSTA, direttori rispettivamente del Centro di Riferimento Trapianti Emilia-Romagna e del Centro Nazionale Trapianti. Presente anche Gerardo MARTINELLI, da tutti riconosciuto come uno dei padri dell’attività di prelievo d’organi a Bologna e in regione, che seppure ‘pensionato’ non ha perso passione e smalto. A lui, non casualmente, era affidato l’excursus storico di questi 45 anni, che ha una tappa importante anche nella nascita di AIDO, 1973; dalla sua presentazione abbiamo saputo che al 31/12/2011 i trapianti di rene a Bologna sono stati 1.941 … e quindi alla fine dell’anno in corso avranno superato la soglia dei 2mila. Benché l’occasione fosse celebrativa, non sono mancati i riferimenti agli aspetti problematici; d’altronde, i pazienti in lista d’attesa sono tuttora troppi perché si ceda al trionfalismo. Ma è doveroso tenere nella giusta considerazione anche gli elementi che portano in alto Bologna e l’Emilia-Romagna. L’innovazione legislativa, ad esempio: la legge regionale che disciplina il settore, e pone il trapianto fra gli obiettivi del Servizio Sanitario Regionale, risale al 1995, cioè precede di quattro anni la legge nazionale, certamente ispirandola in alcune parti qualificanti. Si può ben dire che l’Emilia-Romagna, con l’adozione della lista unica per il rene in presenza di tre sedi operative, ad esempio, e con l’organizzazione “a rete”, ha esportato una visione nuova che caratterizza la trapiantologia moderna. E fare rete significa anche coinvolgere tutti i soggetti variamente interessati all’attività; in questa ottica è essenziale la collaborazione con le associazioni di volontariato, in primo luogo AIDO … e ci fa piacere dire che tale affermazione della dr.ssa Ridolfi è stata sottolineata da un applauso. Anche alle altre associazioni di volontariato – di donatori e di pazienti – impegnate nel settore, è stata dedicata ampia attenzione, sia nelle relazioni presentate che nel programma del convegno; ad esse infatti è toccato concludere la mattinata, chiamate alla ribalta per portare il loro saluto, mentre sullo schermo venivano proiettate le immagini dei rispettivi atti costitutivi. Le stesse associazioni si sono ritrovate quattro settimane dopo per celebrare la “Giornata per la Donazione degli Organi”, nelle diverse iniziative dall’Appennino all’Adriatico; e ci fa piacere sottolineare che, nell’equipaggio della barca “Serenissima” – da tempo ‘portacolori’ della campagna di informazione regionale sulla donazione di organi tessuti e cellule, partecipante a Marina di Ravenna alla ‘veleggiata’ svoltasi nella “Giornata” – vi era anche un trapiantato di reni. Ma certamente il grave evento sismico del 20 maggio ha impresso un segno particolare sull’edizione 2012, e impegnato in modo assolutamente impensato i volontari, poiché anche nelle zone colpite si è fatto tutto il possibile per attuare le iniziative programmate, sentite inoltre come momento di socialità e di voglia di normalità; poi le forti scosse del 29 maggio hanno messo tutti di nuovo alla prova, e peggiorato le condizioni già gravi anche di alcune sedi AIDO, nelle province di Ferrara e di Modena – la maggior parte delle quali ospiti dell’AVIS – che oggi sono purtroppo inagibili. L’Associazione non resterà con le mani in mano: il Consiglio direttivo di AIDO Regionale sta mettendo a punto l’iniziativa unitaria da assumere per la raccolta di fondi, i quali, si ritiene, dovranno essere a sostegno non solo del ripristino delle sedi fisiche, ma anche del rilancio delle strutture associative locali, in quanto espressioni di un movimento che opera per la collettività,e quindi anch’esse componenti di una identità comunitaria che va salvaguardata. In conclusione, un mese davvero speciale quello di maggio 2012, che speriamo irripetibile per gli eventi luttuosi, ma che ricorderemo anche per la IX Assemblea elettiva di AIDO Emilia-Romagna, tenutasi a Modena proprio due giorni dopo la notizia che il Centro Trapianti del Policlinico modenese, dall’inizio dell’anno ai primi di maggio, aveva effettuato il doppio degli interventi sostitutivi di fegato rispetto all’uguale periodo del 2011 (20 > 10). Le immagini che proponiamo vogliono essere di buon auspicio per il futuro, perché sono emblematiche dell’obiettivo per cui tutti operiamo, tant’è che caratterizzano la campagna informativa istituzionale sulla donazione di organi tessuti e cellule per il 2012; mentre il link qui sotto vi porta al sito regionale che fornisce i dati aggiornati sull’attività di prelievo e trapianto.
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