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BOLOGNA: DONAZIONE DEGLI ORGANI, IL CONSIGLIO COMUNALE ADERISCE AL PROGETTO “UNA SCELTA IN COMUNE”

31/10/2012
La notizia è di quelle che fa estremamente piacere dare: il Consiglio comunale di Bologna, nella seduta del 29/10/12, ha approvato un ordine del giorno in cui si prevede l’acquisizione della volontà del cittadino, riguardo alla donazione degli organi, al momento del rilascio/rinnovo della carta d'identità. L'odg invita testualmente la Giunta «a porre in atto, di concerto con la regione Emilia-Romagna, tutti gli adempimenti necessari al fine di favorire la realizzazione del progetto denominato “UNA SCELTA IN COMUNE”, attraverso il quale, tramite il Comune di Bologna, il cittadino bolognese rende chiara e inequivocabile la propria volontà, in merito alla donazione dei propri organi e tessuti, registrando il proprio assenso o diniego, tramite un modulo informativo, all'atto del rilascio/rinnovo della carta d'identità; ed a lanciare una adeguata campagna informativa mirata e rivolta a tutta la popolazione tramite media, forum e lettere informative». È opportuno sottolineare che la volontà, positiva o negativa, non verrà annotata materialmente sul documento d’identità, bensì trasmessa al Sistema Informativo Trapianti – in cui confluiscono anche i soci AIDO, attraverso il SIA (Sistema Informativo AIDO) – cioè il registro nazionale consultato dai sanitari responsabili dei prelievi d’organo per verificare la volontà del defunto. Assai significativo, a nostro parere, che l'ordine del giorno sia stato presentato da esponenti di partiti che normalmente si trovano su fronti opposti, e che non abbia registrato alcun voto contrario, ma soltanto tre astenuti. Facciamo un passo indietro. La possibilità ora avviata a realizzazione dal Comune di Bologna fu varata dal Parlamento italiano nel decreto legge di fine dicembre 2009 cosiddetto “Milleproroghe” – convertito in legge a febbraio 2010 – e fu accolta con qualche perplessità; ma fortunatamente non rimase lettera morta. Il salto di qualità è arrivato con il progetto CCM (Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie) “La donazione organi come tratto identitario”, fatto proprio dalla Regione Umbria nel 2010, che ha dato origine alla sperimentazione avviata nei primi mesi di quest’anno dai Comuni di Perugia e Terni, risultata dalla collaborazione fra Ministero della Salute, Ministero degli Interni, ANCI e Regione Umbria, e sostenuta dalla campagna informativa “Una scelta in Comune”. Già ai primi di giugno, in occasione della nostra Assemblea nazionale elettiva, a Coccaglio, il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa, è stato in grado di riferire i primi esiti di questa iniziativa, a dir poco strabilianti: tra il 25 ed il 30% era la percentuale dei cittadini che coglieva questa opportunità al momento del rinnovo/rilascio del documento; le manifestazioni di volontà così raccolte e registrate erano state in due mesi più o meno quante le adesioni ASL in cinque anni, nello stesso territorio; il 95% di coloro che dichiaravano la propria volontà era per il “sì”. È facile farsi prendere dall’entusiasmo, ed affermare che se questa opportunità venisse adottata su scala nazionale si potrebbero raccogliere circa 1.500.000 dichiarazioni positive all’anno; ma, a prescindere da ogni quantificazione, è del tutto evidente quanto possa essere efficace questa strada, e quindi quanto forte sia l’auspicio che tale progetto si concretizzi come consuetudine per tutto il Paese, facendo così diventare i Comuni parte integrante della ‘rete’ trapiantologica. Certo, è a tutti chiara la fondamentale importanza di una adeguata formazione del personale addetto; ma è logico prevedere che gli operatori non saranno tenuti ad approfondire i contenuti più delicati della donazione degli organi post-mortem, bensì a proporre in modo corretto l’opportunità di operare la propria scelta, e ad informare sulle garanzie anche legali dell’adempimento. Insomma, la risposta del cittadino, nel merito ma anche nel metodo, dovrà scaturire da una convinzione già maturata: da questo discendono l’estrema importanza della campagna informativa disposta nell’odg, ma anche un ulteriore impegno per tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella diffusione della cultura del dono, e in primo luogo per AIDO.
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