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CITTADINI FIN DALLA NASCITA: ANCHE IL VOLONTARIATO CONTRIBUISCE A ‘COSTRUIRE’ LA PERSONA

03/12/2012
Non è l’auspicio della concessione della cittadinanza ad ogni nato sul suolo italiano, qualunque sia la provenienza dei genitori – anche se non è mancato un appassionato accenno a ciò – bensì la constatazione più forte che ci ha messo davanti il relatore principale al seminario “GIOVANI E SOLIDARIETÀ”, realizzato da AVIS Regionale Emilia-Romagna lo scorso 24 novembre, con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale, e condotto dalla responsabile dell’Area Scuola prof.ssa Sonia MANARESI. Felice CARUGATI, professore ordinario di Psicologia dello Sviluppo all’Università di Bologna, ha trattato l’argomento “Diritti e doveri dei cittadini minorenni” partendo dalla citazione dei quattro pilastri fissati dalla “Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”: 1) non discriminazione – i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori; 2) superiore interesse – in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l'interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità; 3) diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino – gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati; 4) ascolto delle opinioni del minore – prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni. Da qui il passo è breve: anche i bambini sono ‘cittadini’, lo siamo tutti fin dalla nascita; la famiglia, la scuola, l’organizzazione sociale sono luoghi di costruzione del cittadino e delle sue responsabilità, poiché non è pensabile che quando lo si diventa anche davanti alla legge, a 18 anni, succeda tutto dall’oggi al domani. Tuttavia, se è intuitivo quanto contino i ‘luoghi’ di costruzione suindicati, non sempre è altrettanto evidente il peso che possono assumere certi aspetti nascosti nelle pieghe della vita quotidiana: ad esempio, le caratteristiche funzionali ma anche estetiche delle aule scolastiche – una temperatura ambientale accettabile e il tetto senza perdite, certo, ma proviamo a concentrarci in mezzo allo stridìo delle gambe metalliche di sedie e tavolini sul pavimento … – oppure il comportamento degli insegnanti fra di loro, presupposto ineludibile dello stile di rapporto con gli studenti. Nelle famiglie e nelle aule scolastiche si sperimentano anche i conflitti: ma se non vengono risolti con criteri di giustizia – secondo il percorso ‘indagine, contradditorio, decisione’ – come si potrà costruire il senso di giustizia? Sempre e comunque devono esserci degli adulti di riferimento, ed in questo i volontari esprimono un ruolo fondamentale, perché propugnano certi valori e li affermano anche agendo. Così noi troviamo ulteriore conferma dell’importanza sociale della nostra testimonianza attiva di solidarietà ed aspirazione ad un mondo migliore, della responsabilità che ne deriva e del dovere di tradurre tale consapevolezza in un impegno formativo innanzi tutto verso noi stessi, per corrispondere in modo sempre più efficace ai nostri ‘doveri’ verso le giovani generazioni. C’era anche questo nelle parole con cui il presidente regionale AIDO Stefano CRESCI si è rivolto agli organizzatori ed ai partecipanti, in quello che più che un ‘saluto’ – come ha sottolineato – era da considerare la riaffermazione della validità e della volontà di collaborazione fra le associazioni del dono soprattutto nel mondo della scuola, peraltro necessaria per aumentare la ricchezza e la credibilità del nostro messaggio. E non è casuale che subito dopo abbia avuto luogo la presentazione di alcuni dei progetti più significativi realizzati da studenti ed insegnanti, nelle scuole della regione, su impulso del volontariato spesso interassociativo (fra pochi giorni saranno illustrati nel sito www.avis.it/emilia-romagna): - “L’armadio del dono”, all’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Oriani” di Faenza (RA), promosso da ADVS-FIDAS, AVIS, AIDO, ADMO, ADISCO sulle linee del progetto regionale “Giovani ambasciatori del dono” (GAD): individuazione e coinvolgimento degli studenti disponibili ad essere protagonisti dell’educazione fra pari, brain storming sulla personale idea di dono, condivisione del concetto di dono come abitudine quotidiana, da ‘indossare’ come un indumento preso dall’armadio, e realizzazione di un filmato sul tema. - “E noi ci siamo!”, all’IPSAAR “Vergani” di Ferrara, promosso da AVIS, ADMO, AIDO, FIDAS, ADISCO ugualmente nell’ambito del progetto GAD: dopo l’approccio con la consulta degli studenti delle scuole superiori della provincia, interessamento da parte dell’Istituto Alberghiero, elaborazione e successiva somministrazione (durante un incontro conviviale) del questionario “Indagine sulla conoscenza delle associazioni di volontariato e sulla propensione alla donazione dei giovani”, presentazione e discussione dei risultati nelle classi. - “Bello senza sballo”, nelle scuole secondarie di I° grado della Bassa Modenese, promosso dalle Avis Comunali di Cavezzo, Concordia, Massa Finalese, Medolla, S.Felice sul Panaro e S.Possidonio: presentazione a circa 400 studenti di linee-guida di comportamento sul consumo di alcol, realizzazione di bozzetti figurativi sul tema poi diventati poster affissi nei vari Comuni, e serate di presidio davanti alle discoteche, con misurazione del tasso alcolemico e successivo scoraggiamento degli ‘sballati’ a mettersi alla guida. - “SaYes” (Say yes cioè “Dire sì”), promosso dai giovani in servizio civile presso l’Avis Comunale Imola (BO), prendendo spunto da indicazioni del progetto GAD: accoglienza in sede di un giovane per uno stage di due settimane sul volontariato del dono e sull’organizzazione avisina, con elementi basilari di progettazione; gli stessi giovani hanno inoltre dato vita al torneo di beach volley “Sciaza cun l’Avis” (Schiaccia con l’Avis) e al “Progetto 45”, una serata di musica dal vivo e di graffitismo sul tema del dono del sangue, mentre è in corso il programma “Amsterdam best photografer tour”, che prevede una gita nella città olandese nel penultimo week-end di dicembre, seguita dalla premiazione delle migliori fotografie ivi realizzate. Anche le Avis Provinciali di Ravenna e di Reggio Emilia hanno illustrato alcune importanti iniziative rivolte alla scuola, rispettivamente un concorso a premi di filmati per gli studenti degli istituti superiori, e progetti informativi destinati agli studenti delle facoltà universitarie per i formatori che opereranno nelle scuole dell’infanzia. Dopo il pranzo, ai previsti lavori di gruppo si è preferito un dibattito in riunione plenaria, che è partito dalle esperienze e dai problemi dell’attività informativa – e auspicabilmente formativa, almeno in piccola parte – del volontariato nelle scuole, per giungere inevitabilmente al confronto fra giovani e meno giovani, di età ma anche di pratica volontaria, sulle modalità di approccio più efficaci perché il reclutamento dei primi da parte dei secondi diventi poi un rapporto stabile con l’associazione. E la conclusione è stata ancora una volta che occorre di volta in volta cercare un punto di equilibrio fra le rigidità dell’organizzazione associativa e le esigenze di vita dei giovani, affinché essi possano dare il loro contributo, ricevendo come tutti un arricchimento, senza dover sacrificare proprio ciò che rende il loro apporto originale.
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