AIDO Provinciale Alessandria

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DI CLASSE IN CLASSE

10/05/2013
Con la duplice intenzione di sensibilizzare i bambini al tema della donazione e di non lasciar dormire su di uno scaffale “Corillo racconta …” è stato promosso, lo scorso anno, il Concorso “Ti dono… una canzone” che ha riscosso molto successo tra grandi e piccini, tanto che, a richiesta, è stato replicato quest’anno. Così mi sono di nuovo trovata ad affiancare Graziella e Nella nel loro giro nelle classi di alcune scuole della città, quali Morando, Santorre di Santarosa, Ferrero, Galilei, per parlare agli alunni di AIDO, nome spesso già a loro noto, grazie all’opera di maestre sensibili e volenterose. Più ostica la parola “solidarietà”, di cui abbiamo sentito interpretazioni fantasiose legate alle prime sillabe “so-li” , e adagio adagio dal dono della maglietta stretta, del giocattolo superato, del regalo di compleanno do ut des si è arrivati al dono di tipo diverso, unico, gratuito, solidale. Le nostre chiacchierate partivano spesso da un racconto del nostro volume “Corillo racconta …”. Tra questi personaggi Gallo Lallo ha sempre riscosso grande successo: come si mostravano contenti e soddisfatti gli alunni che individuavano nel piccolo pulcino il centro dell’azione e della rinascita di Gallo Prepotente! Flich il gabbiano è stato molto gettonato e sulle sue ali remiganti si sono sbizzarriti a dissertare sul modo di volare degli uccelli, a volte anche con tentativi di volo simulato. Lady e Treddy hanno risvegliato nelle giornate invernali bei ricordi di coni gelato, nei giardini, dietro ad un carrello ottocentesco che qualcuno aveva avuto l’occasione di vedere. Il cartellino AIDO al collo di Lady invogliava spesso ad averlo, ma tutto è rimandato alla maggiore età. Il seme lo stiamo mettendo, e l’interesse mostrato fa ben sperare. Proprio recentemente la riflessione di uno scolaro sulla vita umana definita da lui un “segmento”, con tanto di inizio e di fine per tutti, come lo ha disegnato sulla lavagna e la differenza marcata con la “linea”, che ha inizio e non fine, ha fatto emergere come la donazione faccia di un organo un inizio che può allontanare la fine, se comunque la vita è un segmento lo sarà lungo lungo, grazie ad un atto di solidarietà, di altruismo…… e così sulla lavagna il gesso ha corso di più….. di Clara Irace
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