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A FAENZA “GIOVANI AMBASCIATORI” CRESCONO …

31/05/2013
Il progetto regionale interassociativo “Giovani Ambasciatori del Dono” si è concluso qualche tempo fa, come piano di lavoro codificato e finanziato da Forum Solidarietà (Centro di Servizio per il Volontariato in Parma); ma la nuova modalità di approccio agli studenti, che costituiva il perno caratterizzante del progetto, come nei migliori auspici dei promotori non è affatto terminata, anzi è alla base di interessanti esperienze locali, in grado di rinnovarsi autonomamente. Fra queste va senz’altro citata quella che per il secondo anno consecutivo coinvolge numerose classi dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “A. Oriani” di Faenza (RA). Nel primo semestre del 2012 il tema-guida era stato “L’armadio del dono”, cioè la condivisione del dono come abitudine quotidiana, da ‘indossare’ come un indumento preso dall’armadio. Da febbraio 2013 in poi, con la cadenza di uno a settimana, hanno avuto luogo gli incontri dei ragazzi che volontariamente si erano resi disponibili ad approfondire il concetto della donazione, alcuni già attivi nell’edizione precedente, altri nuovi; Flavia Barile, Camilla Cantoni, Jenny Damone, Jessica Liverani, Piergiorgio Mongardi, Martina Papa, Beatrice Pini, Giulia Ragazzini, Elisa Spano, sono così diventati “Giovani Ambasciatori del Dono” (GAD) Junior, guidati da un’altra GAD, un po’ più grande e quindi Senior, Laura Maccolini, volontaria AIDO e con un’esperienza di trapiantata di rene da trasmettere ai ragazzi. Un percorso sostanzialmente autogestito – che ha avuto l’appoggio ed il plauso del vicepreside prof. Lega e degli insegnanti prof. Rossi e prof.ssa Selicato – durante il quale i ragazzi hanno anche individuato e contattato i testimonial e gli esperti, compresi gli esponenti di altre associazioni del dono, poi intervenuti all’evento conclusivo. Una mattinata diversa dal solito, quella di lunedì 6 maggio 2013: il cielo nuvoloso che risparmia la pioggia e permette l’allestimento di tanti ‘banchetti’ all’esterno; una scuola, che da anni collabora in modo attivo con le associazioni AIDO, AVIS e ADMO per la diffusione della cultura della donazione tra i giovani, che per l’occasione ha messo a disposizione tutte le 33 classi del triennio che, ora dopo ora, si sono avvicendate per partecipare all’iniziativa allestita nel cortile interno: questi gli ingredienti che hanno dato vita all’evento “Voce del Verbo DONARE”. A differenza che nei classici interventi ‘frontali’, in cui una persona parla ad una platea di studenti ai quali è lasciato poco spazio per interagire – per la scarsità del tempo a disposizione e per l’intrinseca struttura di quella che assomiglia ad una lezione – i Giovani Ambasciatori del Dono hanno, dalla loro parte, l’efficace arma della comunicazione tra pari, ovvero la possibilità di esprimere ciò che pensano per mezzo dello stesso codice linguistico e delle stesse modalità dei destinatari: i giovani parlano la lingua dei giovani e la comunicazione è quindi efficace. Inoltre, l’evento è stato organizzato in modo da favorire una partecipazione autonoma e attiva da parte degli studenti, che sono stati liberi di scegliere uno o più dei sette punti informativi, avvicinandosi dunque al tipo di offerta a loro più confacente. Accanto ai tradizionali e preziosissimi contributi proposti nella postazione “Chiedi al medico”, in cui esperti come il dott. Pier Paolo Casalini, coordinatore locale prelievi all’ospedale di Faenza, e la vicepresidente provinciale AIDO Lia Dalla Piazza hanno affrontato la materia del trapianto degli organi da un punto di vista scientifico – aiutando i ragazzi a comprendere appieno la differenza tra coma e morte celebrale – veniva proposto “Il gioco dell’AIDO”, in cui un simil gioco dell’oca accompagnava i ragazzi lungo l’esperienza di donazione vissuta e raccontata da testimonial d’eccezione, come Monica Testa (sorella di Marco, sbandieratore 15enne del Rione Giallo morto per un incidente nel 2008), la stessa Laura Maccolini, Marisa Pozzaglini (trapiantata di fegato) e il consigliere regionale ADMO Lara Marangoni (trapiantata di midollo osseo). Per chi non era in vena di stare seduto invece erano previsti due giochi – “Sapere… è sapere di non sapere” e “In bocca al lupus” – che, senza discostarsi dal tema della donazione, assicuravano ai ragazzi interazione, divertimento e la possibilità di vincere un piccolo premio. Vi era naturalmente la postazione dedicata alle associazioni del dono, e un’altra in cui volontari come la dottoressa Mignani e Carlo Casadio, presidente AVIS, si sono messi a disposizione per risolvere i dubbi dei ragazzi e fornire loro tutte le informazioni che desideravano. A concludere la serie, un tavolino denominato “Io non dono”, finalizzato ad individuare chi creasse disordine e invitarlo a dedicarsi alle attività proposte: Flavia, una dei GAD, si è aggirata per il cortile interpellando i distratti per verificare se le loro perplessità fossero legate ad un disinteresse nei confronti della tematica, oppure se i ‘banchetti’ dovessero proporsi in modo più efficace. “Sotto certi aspetti è stato un salto nel vuoto” ha affermato Laura Maccolini: “l’organizzazione di questo evento è stata sperimentale. Le idee lanciate dai ragazzi e poi convogliate nelle attività erano buone, ma non avevamo esperienze pregresse cui fare riferimento. In più il tempo incerto ha minacciato pioggia fino all’ultimo … per non parlare dell’avere da 4 a 6 classi per volta da motivare e interessare. I ragazzi hanno sentito la pressione della responsabilità delle proprie postazioni, ma hanno tenuto duro per tutte e sei le ore; la loro tenacia è stata il motore trainante dell’iniziativa, prova del fatto che il progetto GAD coglie nel segno: sono i giovani i più adatti a parlare ai giovani”. Indubbiamente la collaborazione della scuola, in particolare nella persona del vicepreside, ha posto le basi per il successo di questa iniziativa, la cui promozione era avvenuta anche in un altro spazio concesso all’AIDO: sabato 20 aprile, di fronte alle classi seconde, durante l’incontro del progetto “Ti voglio donare” coordinato da Lia Dalla Piazza, i GAD Junior avevano illustrato il programma dell’evento e il significato del loro impegno. Federico Finozzi, trapiantato di fegato intervenuto quel giorno per portare ai ragazzi la propria esperienza, ha affermato di essere molto interessato al progetto GAD e di volerlo estendere al contesto associativo di cui fa parte, in provincia di Pisa. “Quello dei Giovani Ambasciatori del Dono è un approccio sconvolgente e ambizioso” ha concluso Laura: “scuote le fondamenta del discorso sulla donazione, portando i ragazzi ad essere protagonisti attivi e garantendo loro la possibilità di esprimere il proprio sentire e condividerlo. Le idee hanno bisogno, però, di essere mediate e ricondotte a proposte fattibili, per questo mi auguro che sempre più persone si candidino a GAD Senior, per dare modo a queste energie giovani di rigenerarsi”. Le immagini documentano alcuni aspetti dell’evento: si riconoscono Lia Dalla Piazza, Pier Paolo Casalini e, ripresa in primo piano, Laura Maccolini. N.B.: i ragazzi sono volutamente ritratti di spalle.
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