AIDO Provinciale Monza e della Brianza

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Diffusione della Cultura della Donazione di organi e tessuti al fine di trapianto.

12/03/2014
Una bella iniziativa è stata presa di recente nella nostra Provincia dal Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, dall’A.S.L. e dalla Sezione Provinciale dell’A.I.D.O. per la diffusione della Cultura della Donazione di organi, tessuti e cellule dopo la morte dei nostri concittadini al fine di trapianto od innesto terapeutico. Di recente è stato presentato il Protocollo d’intesa fra questi tre soggetti per la diffusione delle conoscenze in materia di donazione di organi, tessuti e cellule e per la facilitazione dell’acquisizione delle manifestazioni di volontà espresse dai cittadini; in pratica quando i cittadini dei Comuni che aderiranno al Protocollo andranno al loro Ufficio Anagrafe per richiedere o rinnovare la Carta d’Identità il personale preposto li sensibilizzerà a manifestare la volontà positiva o negativa a donare gli organi post mortem. Argomento ostico da spiegare, ma anche delicato da trattare per le implicazioni morali, etiche e religiose di ciascuno di noi; ma che necessita prima di tutto di una informazione precisa, chiara e puntuale prima di poter sensibilizzare le persone alle quali ci si rivolge. Al 12 marzo di quest’anno sono stati effettuati in Italia 247 trapianti di organi, mentre 9.177 sono gli ammalati in lista d’attesa, l’anno scorso al 31 dicembre i trapianti erano in totale 3.113 sugli 8.828 necessari (dati tratti da quelli ufficiali del Centro Nazionale Trapianti del Ministero della Salute). Al 92% gli organi trapiantati sono frutto di un prelievo da donatore defunto, l’8% è dovuto a donazione da un familiare vivente, in prevalenza per un rene. Alla fine dell’anno scorso i donatori che hanno donato più organi dopo la loro morte sono stati nel nostro Paese 1.102 e questo gesto di solidarietà ha permesso i trapianti effettuati; purtroppo fra i possibili donatori segnalati vi è stato il 29.6% di opposizioni dei parenti, consentite dalla legge (questo è un dato pressocchè costante tutti gli anni), che hanno impedito il prelievo, altrimenti sarebbero stati 1.428, il che avrebbe permesso un numero superiore di trapianti ed una diminuzione di oltre la metà degli ammalati in lista d’attesa. Da questo si vede come sia necessaria la diffusione della Cultura della Donazione degli organi, atto che è di solidarietà umana prima ancora che caritativo: chi è in lista d’attesa non può aspettare, potrebbe morire mentre attende e centinaia all’anno di questi pazienti muoiono ogni anno in attesa di un organo che non verrà perché non ci sono sufficenti donatori. O almeno, ce ne sarebbero, ma non si può effettuare il prelievo. Eppure, pensiamoci bene: cosa ce ne facciamo dei nostri organi il giorno che non ci saremo più? Portarceli sotto terra non serve né a noi né agli altri ed invece se li donassimo potremmo salvare le vite di tante persone! Un gesto di carità che non ci costerebbe niente, un atto di solidarietà che può essere utile a tutti. Lo sapete che è più facile nel nostro futuro essere un ricevente per un trapianto che un donatore? Infatti, un donatore di organi può arrivare a donarne fino a sei, anche se generalmente per varie ragioni sono mediamente tre, mentre chi li riceve ne riceve quasi sempre uno solo. Da questo punto di vista ci converrebbe che la diffusione della donazione degli organi post mortem si diffondesse, potremmo averne bisogno anche noi. Anche nel nostro territorio i dati che abbiamo ci segnalano una situazione di questo tipo. Nelle due Aziende Ospedaliere di Desio Vimercate e Monza San Gerardo dove si effettuano i prelievi nel 2013, sono stati segnalati (secondo i dati del N.I.T.p., North Italia Trasplant program) in totale 41 donatori, ma i prelievi effettuati sono stati alla fine solo 24, dei quali gli organi utilizzati effettivamente di solo 23. E questo perché mentre in sette casi non si sono potuti effettuare per ragioni mediche o scientifiche, gli organi in sostanza non erano idonei, in dieci casi sono stati i parenti ad opporsi, come gli consente la legge 91/99 in vigore. E dieci Donatori in meno significano una trentina di trapianti in meno, trenta persone in lista d’attesa che rimarranno confinate in un limbo di pena senza sapere se arriverà in tempo un organo per loro. Ecco perché il Protocollo d’intesa è un atto importante, che se recepito dai Comuni della nostra Provincia porterà ad un incremento notevole delle dichiarazioni di volontà favorevoli alla donazione dei propri organi post mortem; per legge ciascuno di noi deve rinnovare la propria Carta d’Identità ogni dieci anni e questo vuol dire che entro dieci anni tutti i cittadini dei Comuni che aderiranno si sentiranno fare la proposta della donazione. Aumentando il numero dei possibili donatori aumenteranno il numero dei prelievi effettuati e quindi il numero dei trapianti eseguibili. La stessa cosa equivale per tessuti e cellule. La sperimentazione indetta dal Ministero della Salute e dalla Regione Umbria nelle città di Perugia e Terni, sulla base della Legge “Mille proroghe” n° 25 del 26/2/10, ha portato infatti alla raccolta in due anni di circa diecimila dichiarazioni favorevoli, la Legge “Del fare” n°98 del 9/8/13 ha ampliato le possibilità della sperimentazione. Ad oggi nella nostra Provincia ben otto Comuni hanno già deliberato in Giunta l’adesione al Protocollo d’Intesa: Villasanta, Muggiò, Lentate sul Seveso, Sulbiate, Bovisio Masciago, Seregno, Vimercate e Brugherio, mentre altri si preparano a farlo fra cui Monza e Lissone, questo a riprova della solidarietà della popolazione e delle Amministrazioni della Brianza. Ufficio Stampa A.I.D.O. Sezione Provinciale M.& B.
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