AIDO Provinciale Imperia

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Il personale Aido a scuola con gli studenti delle superiori.

03/04/2014
Giorno 2 aprile, si è svolto presso la scuola media superiore IPSIA un incontro formativo sulla donazione e trapianto che ha visto coinvolti il personale dell’Aido di Imperia e gli studenti maggiorenni. L’incontro si è svolto in presenza del personale docente e la Preside dell’Istituto. Dopo i saluti e la presentazione dell’Associazione Provinciale da parte del presidente e dagli operatori, è stato affrontato il tema sulla donazione e il trapianto e, la diffusione sulla conoscenza di stili di vita atti a prevenire l’insorgere di patologie che possano richiedere come terapia il trapianto d’organi. Nel corso dell’incontro è stato proiettato inoltre un video informativo “Ti Voglio Donare”, promosso dal Ministero della Salute e dal Centro Nazionale Trapianti, che ne ha ribadito i contenuti dirimendo dubbi o incertezze sull’argomento. I ragazzi in modo attivo e partecipativo hanno posto numerose domande alle quali i relatori hanno saputo dare esaurienti risposte. Per il successo dell’iniziativa è stato determinante il contributo della preside prof.ssa Ighina e dei docenti che nei giorni antecedenti l’incontro hanno avuto cura di sensibilizzare i ragazzi sull’argomento. Il Ministero della Salute, tramite il – Sistema Informativo Trapianti – ha comunicato che a oggi ci sono in Italia 9179 persone tra uomini donne e bambini in attesa di trapianto e, dall’inizio dell’anno ad oggi ne sono stati compiuti 299, riusciti positivamente, di cui 29 con trapianto da vivente. L’Associazione è da sempre impegnata nella sua attività primaria di diffusione e sensibilizzazione in materia di donazione degli organi ma, opera anche per la solidarietà sociale, collaborando con altre associazioni di volontariato, contribuendo grazie all’aiuto di persone e aziende locali a soddisfare i bisogni delle fasce più deboli che si presentano presso Enti Ecclesiastici e Centri Caritas. L’Aido nei suoi 40 anni di attività svolta, ha condiviso passione ed entusiasmo, in cui si sono intrecciate le esistenze di soci, volontari, operatori sanitari e famiglie di donatori, quest’ultimi, hanno permesso che la fine di una vita diventasse la rinascita di un’altra.
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