AIDO Provinciale Siracusa

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Da Rosolini a Frankenthal, 2.200 Km per sensibilizzare la donazione di organi e sangue.

26/06/2014
Tre temerari (Giorgio Giacomo Alfano, Marta Alfano e Giovanni Schifitto), iniziano un lungo viaggio in bici da trekking che li porterà a Frankenthal (Germania); arrivo previsto per l’8 luglio. Lo scopo del viaggio è quello di sensibilizzare alla donazione del sangue e degli organi. L’iniziativa ha un nome e un cognome, quello di Salvatore Rametta, giovane ciclista siciliano morto in un incidente in corsa, nel 2008. É stato proprio grazie alla sensibilità dei genitore di Salvatore, che hanno autorizzato la donazione degli organi del figlio, che molte vite sono state salvate. Un gesto encomiabile. L’iniziativa ha preso il via il 22 giugno 2014 alle 08.00 in piazza Giuseppe Garibaldi a Rosolini (SR). Il viaggio prevede 16 tappe, 2.200 Km; si attraverserà lo Ionio, l’Adriatica, il Passo del Brennero, per poi raggiungere l’Austria e la Germania. Durante le tappe, i ciclisti saranno ospitati dalle città dove le Associazioni AIDO e AVIS hanno le loro sedi. Saranno presenti all’interno dei gazebo (durante le tappe), con materiale di sensibilizzazione portando a conoscenza lo scopo del viaggio e divulgando la cultura della donazione del sangue, di organi, tessuti e cellule. Il suddetto viaggio è senza alcun scopo di lucro, ma solo prova d’amore per un viaggio in bici, con il semplice scopo culturale e divulgatore della donazione volontaria, perché “La Donazione riaccende la Vita”. La partenza è avvenuta dal velodromo di Noto. I tre protagonisti del viaggio hanno prima assistito ad una gara giovanile e subito dopo si sono messi in marcia, effettuando il primo pernottamento ad Acireale. Questo il pensiero di Giorgio Giacomo Alfano quando gli è stato chiesto il perché del viaggio: “É proprio per Salvatore Rametta che abbiamo deciso di intraprendere questo viaggio. Vogliamo portare per tutta Italia e a Frankethal, dove ci aspetta una grossa comunità di rosolinesi, il messaggio della donazione degli organi, proprio quella donazione che grazie al gesto della famiglia di Salvatore Rametta ha permesso di dare una nuova vita a tante persone. Il mio motto: Finirai per trovare la via, se prima hai il coraggio di perderti... e noi ci riusciremo!”. Carmelo Di Mauro
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